Sono giunti a scadenza a fine anno tutti i buoni postali delle serie P e Q emessi nel corso del lontano 1986. A partire dal 2017, infatti, tali buoni non produrranno ulteriori interessi e potranno essere incassati negli uffici postali di competenza entro il termine di prescrizione di dieci anni (quindi entro il 31 dicembre 2026).

Tra le serie P e Q vi è una sostanziale differenza in termini di rendimento inizialmente offerto. La serie P, in emissione fino al giugno del 1986, offriva in origine rendimenti crescenti dal 9% al 15% annuo, mentre la serie Q, in emissione dal luglio, offriva tassi annui crescenti dall’8% al 12%.

Poste Italiane, avvalendosi del famigerato Decreto Gava-Goria del 13 giugno 1986 che ha convertito nella serie successiva i buoni emessi in precedenza, liquida oggi anche per la serie P un importo calcolato sui rendimenti offerti dalla Q: nel concreto questo si traduce in una riduzione che supera in alcuni casi anche il 40% del montante finale, a tutto danno del consumatore.

Proprio in virtù di questa riduzione, negli ultimi anni si è sviluppato un notevole contenzioso tra Poste e i risparmiatori che detenevano i buoni risalenti a quelle annate. È emerso un orientamento giurisprudenziale, confermato anche da numerose decisioni dell’ABF, che stabilisce la correttezza dei nuovi interessi per tutti i buoni emessi prima del Decreto (e cioè prima del 13 giugno 1986), ma riconosce – ed è questa la notizia interessante – gli eventuali maggiori interessi riportati (eventualmente per errore) a tergo del buono per tutti quelli emessi successivamente al Decreto. Ciò potrebbe includere, ad esempio, gli interessi originariamente promessi sul buono e non corretti da un apposito timbro.

Si tratta di casi perlopiù fortuiti, in cui ad esempio l’impiegato delle Poste, al momento dell’emissione del buono, ha utilizzato moduli o timbri appartenenti a serie diverse o più datate, commettendo un errore procedurale. Vi sono inoltre dei casi limite, in cui i timbri sono assenti oppure poco leggibili, oppure si riferiscono addirittura a dei buoni “a termine”. Per una ulteriore e più specifica assistenza sui singoli casi vi invitiamo pertanto a rivolgervi ai nostri sportelli con una copia fronte/retro del buono.

Gianni Zorzi – Responsabile Finanza e Assicurazioni