Il 2016 ha visto l’avvio, in molti sportelli regionali, del “Progetto GAP”, Gioco d’Azzardo Patologico. Anche Federconsumatori si impegna a dare una risposta forte al fenomeno che è in costante aumento e che ha pesanti conseguenze non solo sul bilancio delle famiglie coinvolte ma anche sulla loro serenità e coesione.

Il progetto, tuttora in corso, prevede anzitutto che siano messi a disposizione degli utenti – non necessariamente ma preferibilmente previo appuntamento (per ovvie ragioni, gli incontri si svolgono in spazi che consentono il rispetto della riservatezza) – operatori di sportello con una specifica formazione giuridica e non, su aspetti come gli strumenti a sostegno della persona, il sovraindebitamento, l’impatto psicologico e sociale della malattia sul soggetto che ne è affetto e sul suo contesto familiare ed affettivo.

Inoltre sono stati realizzati degli incontri divulgativi aperti a tutti, a Palmanova e a Pordenone, nel corso dei quali professionisti del settore giuridico, socio-assistenziale, psichiatrico hanno rappresentato gli strumenti utili per cercare di uscire dal tunnel della patologia. E’ stato significativo apprendere come a livello neurologico il cervello subisce gli stimoli del gioco e il protrarsi della dipendenza, nonché i sintomi e gli atteggiamenti che, se conosciuti, permettono di riconoscere un giocatore e di invitarlo a farsi aiutare. Di forte impatto è stato altresì constatare che il fenomeno si sta diffondendo on line e anche tra i giovanissimi, pure nella nostra regione.

Gli stessi operatori di sportello hanno seguito e seguiranno incontri di formazione e aggiornamento.

Federconsumatori è convinta che a questa dipendenza si debba dare una risposta strutturata, in sinergia con tutte le strutture presenti sul territorio. Il progetto è infatti realizzato in partenariato con le ASS della regione, i cui vertici hanno insistito sulla necessità di “fare rete”, al fine di dare una risposta sia medica che sociale e giuridica al problema – ciascuna presso le sedi competenti – con fini di cura, riabilitazione e prevenzione. Per questo sono allo studio ulteriori incontri aperti a tutti e altre forme di sensibilizzazione della popolazione, anche giovanissima.

A quanti fossero interessati – anche per un proprio familiare o conoscente – raccomandiamo di prendere contatto con gli sportelli con le consuete modalità.

Avv. Romina Mondello