Ogni anno in Italia vengono letteralmente gettatati nella spazzatura, insieme con il cibo, all’incirca 8,4 miliardi di Euro, per un equivalente di quasi 7 Euro al giorno per ciascuna famiglia.

Lo spreco alimentare rappresenta, soprattutto in questi anni di forte crisi economica un problema di primaria importanza, che deve essere affrontato elaborando strategie ben definite, fondate sulla collaborazione fra gli operatori del settore agroalimentare (OSA), le istituzioni, le organizzazioni no profit e le associazioni dei consumatori.

In questa prospettiva, una fondamentale importanza ha rivestito l’adozione da parte della legge del 19 agosto 2016, n. 166, in base alla quale gli OSA potranno cedere gratuitamente le eccedenze alimentari alle ONLUS, che le raccoglieranno sotto la propria responsabilità per quanto attiene il rispetto dei requisiti di igiene e di sicurezza e li distribuiranno agli indigenti e alle persone in difficoltà.

Per eccedenze alimentari si intendono i  prodotti  alimentari,  agricoli  e agro-alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti  di igiene e sicurezza del prodotto, sono rimasti invenduti o non somministrati, ad esempio perché prossimi alla data di scadenza o sostituiti con nuovi prodotti commerciali.

Pertanto, va sottolineato come le eccedenze alimentari siano prodotti assolutamente idonei ad essere consumati dagli esseri umani, nonostante per problematiche legate allo loro commercializzazione siano stati scartati dal processo di vendita. Orbene, tali prodotti dovranno essere indirizzati, per il tramite delle ONLUS, prioritariamente al consumo umano e, solo laddove ciò non fosse possibile, al consumo animale o al compostaggio.

La legge promuove, inoltre, la stipulazione fra i ristoranti e le Regioni di appositi accordi in base ai quali i primi verranno forniti degli imballaggi necessari per fornire ai propri clienti il servizio delle doggy bag, ovvero dei contenitori riciclabili nei quali verranno conservati gli avanzi dei pasti, in modo tale da poterli portare a casa per, ad esempio, nutrire gli animali domestici.

Da tutto ciò si evince come correttamente il legislatore italiano abbia fondato la legge contro lo spreco sul principio sulla sussidiarietà, creando un sistema nell’ambito del quale non sprecare e riutilizzare diviene conveniente, anche grazie a numerosi benefici fiscali.

Perché l’intero apparato funzioni, diviene fondamentale, inoltre, il coinvolgimento dei mass media e delle associazioni di tutela dei consumatori, affinché partecipino attivamente alle campagne di educazione, informazione e sensibilizzazione dei cittadini consumatori sul tema dello spreco alimentare.

A tal proposito anche Federconsumatori sta avviando alcuni progetti molto importanti, che vedranno anche il coinvolgimento delle scuole, per insegnare soprattutto ai più giovani l’importanza di un consumo consapevole e razionale, perché la scelta alimentare assuma sempre più un significato non solo individuale, ma anche sociale ed ambientale.

 

Dott.ssa Giulia De Luca