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	<title>Cittadino consumatore num.53 Archivi - Cittadino Consumatore</title>
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	<description>Il periodico della Federconsumatori FVG</description>
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	<title>Cittadino consumatore num.53 Archivi - Cittadino Consumatore</title>
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		<title>Traffico Roaming: via il sovrapprezzo</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/cittadino-consumatore-num-53/traffico-roaming-via-il-sovraprezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Pitassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino consumatore num.53]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi e tariffe]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[traffico roaming]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner">Una buona notizia nel settore della telefonia ci giunge da Bruxelles per il traffico b(per  traffico roaming si intendono quelle procedure che permettono agli utenti mobili di collegarsi fra loro utilizzando una rete, anche non di loro proprietà, dietro una quota di pagamento di altro operatore).

<strong>Parlamento Europeo e Consiglio</strong> sono giunti a un accordo con i diversi stakeholder, ovvero i gestori di telefonia e le associazioni dei consumatori, e quindi <strong>dal 15 giugno 2017 verranno aboliti i costi del traffico roaming</strong> e non saranno più giustificabili tariffe a sovrapprezzo per il traffico all’interno dei 28 Stati dell’Unione Europea, considerando l’Unione Europea come un&#8217;unica grande nazione.

Già dal 30 aprile 2016 le tariffe avevano subito una notevole diminuzione. In pratica è stato applicato un taglio del 90% ai costi all’ingrosso. Da metà giugno chiamare da Parigi a Udine costerà come chiamare da Milano ovvero non determinerà più costi extra, il progetto di <em>Roam like home </em>troverà la sua applicazione nel vero concetto di un&#8217;unica grande nazione e quindi navigare in internet, inviare sms e telefonare non subiranno costi aggiuntivi.

Il compromesso non è stato facile da trovare in quanto l’intesa prevede tetti nelle tariffe all’ingrosso che devono essere sufficientemente bassi per permettere alle aziende del paese di origine di offrire il roaming gratuito, ma anche sufficientemente alti per non costringere i paesi ospitanti ad aumentare le tariffe nazionali e continuare ad offrire un servizio di qualità.

<strong>Il prezzo all’ingrosso del traffico dati passerà dagli attuali 50 euro per GigaByte a 7,7</strong> che poi verranno progressivamente abbassati  passando a 6 a partire dal 1 gennaio 2018, quindi a 4,5 nel 2019, a 3,5 nel 2020, a 3 nel 2021 e, infine, a 2,5 nel 2022. Il testo legislativo dovrà essere ora ratificato dal Consiglio e dal Parlamento Europeo e verrà sottoposto ad analisi da una specifica commissione ogni due anni al fine di evitare abusi o pratiche scorrette.

Sussiste, secondo alcuni analisti, il <strong>pericolo</strong> che ciò possa portare a un <strong>aumento delle tariffe nazionali</strong> del traffico mobile.
<p style="text-align: right;">Raffaella Bizzozero</p></div>
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		<title>Il riscatto dei risparmiatori dalle banche venete</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/cittadino-consumatore-num-53/il-riscatto-dei-risparmiatori-delle-banche-venete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Pitassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino consumatore num.53]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[caso banche venete]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner">La battaglia che Federconsumatori sta portando avanti per <strong>far avere giustizia ai risparmiatori coinvolti nei casi delle banche</strong> venete può dirsi epocale. Da lì passa il riconoscimento da parte di tutti i portatori di interesse di una crisi di un sistema.

Una crisi che va oltre le due banche ma che riguarda l&#8217;intero sistema finanziario e bancario, che richiede di ripensare il rapporto banca – cliente, le mission del management, apicale e non, delle banche, i poteri degli organismi di vigilanza, il ruolo delle istituzioni nelle crisi bancarie, il peso della finanza nell&#8217;economia reale.

Il movimento sociale che si sta elevando per chiedere responsabilità, trasparenza e giustizia sta manifestando quanto il braccio di ferro tra risparmiatori e banche possa essere ai limiti del possibile. Manifestazioni nelle piazze, assemblee di migliaia di persone che si organizzano, condividono, propongono e combattono in maniera seria e determinata e, dall&#8217;altra parte, banche costrette a fare i conti con sé stesse e a cedere passo dopo passo, in una lenta agonia, per recuperare quanto irrimediabilmente perso ed essenziale per la loro stessa esistenza, cioè la fiducia.

Da tutto questo nasce la <strong>prima offerta pubblica di transazione</strong> che si ricordi nel sistema bancario italiano che giunge a riconoscere un ristoro ai soci che si sono visti perdere i loro risparmi accumulati con rinunce, fatiche e sacrifici. Banca di Vicenza e Veneto Banca il 9 gennaio 2017 hanno presentato un piano di rimborsi che non può che essere letto come un&#8217;ammissione di responsabilità. Un&#8217;elemosina la ritiene Federconsumatori, ma sicuramente un primo segnale che i giganti si stanno piegando. Troppo poco ancora per dire di poter così ristabilire un rapporto di fiducia con i risparmiatori traditi.

I termini per aderire alle transazioni, che comportano la rinuncia a qualsiasi ulteriore azione di tutela del risparmiatore (e dunque anche all&#8217;eventuale costituzione di parte civile nel procedimento penale), sono scaduti il 28 marzo registrando adesioni che si attestano attorno al 70%. A prescindere dalle adesioni che verranno raccolte e che riguardano per la maggior parte i grandi soci e coloro che avevano un <strong>pacchetto di azioni limitato tanto da rendere non conveniente poi la prosecuzione di una causa</strong>, <strong>grande è la rabbia dei risparmiatori nostri associati</strong> i quali ogni giorno ci rappresentano la loro indignazione verso una proposta di transazione che si traduce ai loro occhi in un affronto alla loro dignità.

Il <em>Fondo Welfare</em> ad oggi proposto dalle due banche risulterebbe una scatola vuota visti gli stringenti requisiti per poter accedere (ISEE inferiore a € 13.000,00) che farebbero sì tale fondo in realtà non dia le risposte alle situazioni realmente più complesse. Federconsumatori è a dare un giudizio negativissimo a tali proposte di ristoro e a pretendere un tavolo di conciliazione che, in base a criteri oggettivi, possa dare risposte adeguate a coloro che hanno perduto incolpevolmente i loro risparmi e che ora si trovano anche ad affrontare situazioni economiche difficili.

Nel mentre Federconsumatori sta ponendo in essere tutte le iniziative anche giudiziarie di tutela dei soci, promuovendo azioni individuali anche avanti all&#8217;ACF. È a pretendere Federconsumatori anche che quanto verrà recuperato dall&#8217;azione di responsabilità (promossa nei confronti di 32 ex manager dell’istituto per un risarcimento richiesto di circa due miliardi di euro) venga redistribuito tra i vecchi soci che hanno subito le conseguenze delle condotte degli ex amministratori, degli ex revisori e della società di revisione, a cui Federconsumatori chiede che venga estesa. È a pretendere che vengano riconosciuti strumenti finanziari alternativi agli azionisti, tali da poter compensare le perdite subite ed è ad esigere che la gestione degli NPL avvenga in maniera seria e trasparente, tanto da poter assicurare che anche da lì ci sia un riconoscimento per i vecchi soci.

D&#8217;altra parte,<strong> i soldi prestati ai grandi debitori da dove arrivavano?</strong> Sempre da chi ha creduto nella banca. Ma oltre a tutto questo è necessario che venga data risposta alla richiesta di giustizia e quindi che la magistratura accerti le responsabilità non solo della banca e del suo entourage ma anche di chi doveva vigilare e di chi può essersi approfittato di certe dinamiche. E come sempre, dagli errori deve sorgere la forza di ricostruire come dopo un terremoto. Non siamo però più disposti a veder ricostruire dalle ceneri e con le stesse ceneri ma invochiamo a gran voce il cambiamento.

<strong>Un sistema responsabile ed etico</strong> che non lasci spazio a condotte deviate perché chi deve agire non può fare altrimenti che farlo raggiungendo obbiettivi che non sono solo di budget ma anche di <strong>soddisfazione del cliente e ricadute positive sul territorio</strong>, vigilanze che hanno i poteri per poter incidere sulle malagestio con conseguenti sanzioni stringenti per i responsabili. &#8230;e poi&#8230; <strong>un ritorno all&#8217;economia reale limitando il potere della finanza liquida</strong> che non porta in alcun modo ricadute positive sul territorio e sulle persone.
<p style="text-align: right;">Avv. Barbara Puschiasis</p></div>
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		<title>Tutela simile: istituito dal 1° gennaio un nuovo mercato dell&#8217;energia</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/cittadino-consumatore-num-53/tutela-simile-il-nuovo-mercato-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Pitassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua, energia e gas]]></category>
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		<category><![CDATA[caso banche venete]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner">Si allontana la data di “pensionamento” del mercato di maggior tutela, provvedimento che avrebbe costretto tutti i consumatori a sottoscrivere un contratto con le aziende del mercato libero abbandonando pertanto le condizioni contrattuali dettate dell&#8217;Aeegsi (Autorità garante dell&#8217;energia elettrica,del gas e del sistema idrico). Il 5 aprile di quest&#8217;anno il governo ha deciso di dilazionare la <strong>completa liberalizzazione del mercato al 1 Luglio 2019</strong>.

Al fine di favorire la migrazione di tutte le utenze ancora oggi servite dal mercato tutelato, l&#8217;Aeegsi sta promuovendo una nuova tipologia di contratto di fornitura di energia elettrica, denominato <strong>Tutela simile</strong>, per il quale è prevista una <strong>durata di 12 mesi decorsi i quali l&#8217;utente potrà decidere se restare nel mercato libero alle condizioni contrattuali dell&#8217;azienda che ha fornito il servizio oppure rientrare nel mercato tutelato</strong>. Tale contratto, pur rientrando nel mercato libero, è disciplinato dalle condizioni contrattuali, definite dall&#8217;Autorità, obbligatorie e omogenee per tutti i venditori. <strong>Le condizioni economiche sono analoghe a quelle del servizio di Maggior Tutela con la previsione di un bonus una tantum</strong>, diverso da fornitore a fornitore, applicato nella prima bolletta, qualora il contratto perduri per tutti i 12 mesi. Essendovi un unico elemento differenziale le offerte di Tutela simile sono facilmente confrontabili tra loro e con il servizio di Maggior Tutela.

Tutti i clienti attualmente serviti dal servizio in Maggior Tutela, quelli domestici in modo autonomo o con l&#8217;aiuto di un’Associazione dei consumatori, le piccole imprese anche attraverso la categoria cui aderiscano, possono scegliere il contratto di Tutela simile. <strong>Federconsumatori Fvg</strong> ha provveduto ad abilitare uno <strong>sportello dedicato presso la sede di Udine</strong> dove gli associati potranno richiedere informazioni ed essere eventualmente assistiti nella compilazione dei contratti che potranno essere sottoscritti solo digitalmente tramite il portale predisposto dall&#8217;autorità garante.

&nbsp;
<p style="text-align: right;">Erica Cuccu</p></div>
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		<item>
		<title>La lotta allo spreco alimentare e la Legge n. 166/2016</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/cittadino-consumatore-num-53/lotta-allo-spreco-alimentare-legge-166-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Pitassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino consumatore num.53]]></category>
		<category><![CDATA[Spreco e rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[legge 166/2016]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner">Ogni anno in Italia vengono letteralmente <strong>gettatati nella spazzatura</strong>, insieme con il cibo, all’incirca <strong>8,4 miliardi di Euro</strong>, per un equivalente di quasi <strong>7 Euro al giorno per ciascuna famiglia</strong>.

Lo <strong>spreco alimentare</strong> rappresenta, soprattutto in questi anni di forte crisi economica un problema di primaria importanza, che deve essere affrontato elaborando strategie ben definite, fondate sulla collaborazione fra gli <strong>operatori del settore agroalimentare (OSA)</strong>, le istituzioni, le organizzazioni no profit e le associazioni dei consumatori.

In questa prospettiva, una fondamentale importanza ha rivestito l’adozione da parte della <strong>legge del 19 agosto 2016, n. 166</strong>, in base alla quale gli OSA potranno cedere gratuitamente le eccedenze alimentari alle ONLUS, che le raccoglieranno sotto la propria responsabilità per quanto attiene il rispetto dei requisiti di igiene e di sicurezza e li distribuiranno agli indigenti e alle persone in difficoltà.

Per<strong> eccedenze alimentari</strong> si intendono i  prodotti  alimentari,  agricoli  e agro-alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti  di igiene e sicurezza del prodotto, sono rimasti invenduti o non somministrati, ad esempio perché prossimi alla data di scadenza o sostituiti con nuovi prodotti commerciali.

Pertanto, va sottolineato come le eccedenze alimentari siano <strong>prodotti assolutamente idonei</strong> ad essere consumati dagli esseri umani, nonostante per problematiche legate allo loro commercializzazione siano stati scartati dal processo di vendita. Orbene, tali prodotti dovranno essere indirizzati, per il tramite delle ONLUS, prioritariamente al consumo umano e, solo laddove ciò non fosse possibile, al consumo animale o al compostaggio.

La legge promuove, inoltre, la <strong>stipulazione fra i ristoranti e le Regioni di appositi accordi</strong> in base ai quali i primi verranno forniti degli imballaggi necessari per fornire ai propri clienti il servizio delle doggy bag, ovvero dei contenitori riciclabili nei quali verranno conservati gli avanzi dei pasti, in modo tale da poterli portare a casa per, ad esempio, nutrire gli animali domestici.

Da tutto ciò si evince come correttamente il legislatore italiano abbia fondato la legge contro lo spreco sul principio sulla sussidiarietà, creando un sistema nell’ambito del quale non sprecare e riutilizzare diviene conveniente, anche grazie a numerosi benefici fiscali.

Perché l’intero apparato funzioni, diviene fondamentale, inoltre, il coinvolgimento dei mass media e delle associazioni di tutela dei consumatori, affinché partecipino attivamente alle campagne di educazione, informazione e sensibilizzazione dei cittadini consumatori sul tema dello spreco alimentare.

A tal proposito anche Federconsumatori sta avviando alcuni progetti molto importanti, che vedranno anche il coinvolgimento delle scuole, per insegnare soprattutto ai più giovani l’importanza di un consumo consapevole e razionale, perché la scelta alimentare assuma sempre più un significato non solo individuale, ma anche sociale ed ambientale.

&nbsp;
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Giulia De Luca</p></div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.cittadinoconsumatore.it/cittadino-consumatore-num-53/lotta-allo-spreco-alimentare-legge-166-2016/">La lotta allo spreco alimentare e la Legge n. 166/2016</a> proviene da <a href="https://www.cittadinoconsumatore.it">Cittadino Consumatore</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gioco d’azzardo patologico: strumenti di sostegno e prevenzione</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/cittadino-consumatore-num-53/gioco-dazzardo-patologico-strumenti-di-sostegno-e-prevenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Pitassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino consumatore num.53]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[gioco d'azzardo patologico]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner">Il 2016 ha visto l’avvio, in molti sportelli regionali, del “<strong>Progetto GAP</strong>”, <strong>Gioco d’Azzardo Patologico</strong>. Anche Federconsumatori si impegna a dare una risposta forte al fenomeno che è in costante aumento e che ha pesanti conseguenze non solo sul bilancio delle famiglie coinvolte ma anche sulla loro serenità e coesione.

Il progetto, tuttora in corso, prevede anzitutto che siano messi a disposizione degli utenti – non necessariamente ma preferibilmente previo appuntamento (per ovvie ragioni, gli incontri si svolgono in spazi che consentono il rispetto della riservatezza) – <strong>operatori di sportello</strong> con una specifica formazione giuridica e non, su aspetti come gli strumenti a sostegno della persona, il <strong>sovraindebitamento</strong>, l’<strong>impatto psicologico e sociale della malattia</strong> sul soggetto che ne è affetto e sul suo <strong>contesto familiare ed affettivo</strong>.

Inoltre sono stati realizzati degli <strong>incontri divulgativi aperti a tutti</strong>, a Palmanova e a Pordenone, nel corso dei quali professionisti del settore giuridico, socio-assistenziale, psichiatrico hanno rappresentato gli strumenti utili per cercare di uscire dal tunnel della patologia. E’ stato significativo apprendere come a livello neurologico il cervello subisce gli stimoli del gioco e il protrarsi della dipendenza, nonché i sintomi e gli atteggiamenti che, se conosciuti, permettono di riconoscere un giocatore e di invitarlo a farsi aiutare. Di forte impatto è stato altresì constatare che il fenomeno si sta diffondendo on line e anche tra i giovanissimi, pure nella nostra regione.

Gli stessi operatori di sportello hanno seguito e seguiranno <strong>incontri di formazione e aggiornamento</strong>.

Federconsumatori è convinta che a questa dipendenza si debba dare una risposta strutturata, in sinergia con tutte le strutture presenti sul territorio. Il <strong>progetto</strong> è infatti realizzato in <strong>partenariato</strong> con le <strong>ASS</strong> della <strong>regione</strong>, i cui vertici hanno insistito sulla necessità di “fare rete”, al fine di <strong>dare una risposta sia medica che sociale e giuridica al problema</strong> &#8211; ciascuna presso le sedi competenti &#8211; con fini di cura, riabilitazione e prevenzione. Per questo sono allo studio ulteriori incontri aperti a tutti e altre forme di sensibilizzazione della popolazione, anche giovanissima.

A quanti fossero interessati – anche per un proprio familiare o conoscente – raccomandiamo di prendere contatto con gli sportelli con le consuete modalità.
<p style="text-align: right;">Avv. Romina Mondello</p>
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		<title>I buoni postali del 1986</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/cittadino-consumatore-num-53/buoni-postali-1986-scaduti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Pitassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Banche, poste e assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino consumatore num.53]]></category>
		<category><![CDATA[buoni postali scaduti]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner">Sono <strong>giunti a scadenza a fine anno tutti i buoni postali delle serie P e Q emessi nel corso del lontano 1986</strong>. A partire dal 2017, infatti, tali buoni non produrranno ulteriori interessi e potranno essere incassati negli uffici postali di competenza entro il termine di prescrizione di dieci anni (quindi entro il 31 dicembre 2026).

Tra le serie P e Q vi è una sostanziale differenza in termini di rendimento inizialmente offerto. La <strong>serie P</strong>, in emissione fino al giugno del 1986, offriva in origine <strong>rendimenti crescenti dal 9% al 15% annuo</strong>, mentre la <strong>serie Q</strong>, in emissione dal luglio, offriva tassi annui crescenti<strong> dall’8% al 12%</strong>.

Poste Italiane, avvalendosi del famigerato Decreto Gava-Goria del 13 giugno 1986 che ha convertito nella serie successiva i buoni emessi in precedenza, liquida oggi anche per la serie P un importo calcolato sui rendimenti offerti dalla Q: nel concreto questo si traduce in una riduzione che supera in alcuni casi anche il 40% del montante finale, a tutto danno del consumatore.

Proprio in virtù di questa riduzione, negli ultimi anni si è sviluppato un notevole contenzioso tra Poste e i risparmiatori che detenevano i buoni risalenti a quelle annate. È emerso un orientamento giurisprudenziale, confermato anche da numerose decisioni dell’ABF, che stabilisce la correttezza dei nuovi interessi per tutti i buoni emessi prima del Decreto (e cioè prima del 13 giugno 1986), ma riconosce – ed è questa la notizia interessante – gli eventuali maggiori interessi riportati (eventualmente per errore) a tergo del buono per tutti quelli emessi successivamente al Decreto. Ciò potrebbe includere, ad esempio, gli interessi originariamente promessi sul buono e non corretti da un apposito timbro.

Si tratta di casi perlopiù fortuiti, in cui ad esempio l’impiegato delle Poste, al momento dell’emissione del buono, ha utilizzato moduli o timbri appartenenti a serie diverse o più datate, commettendo un errore procedurale. Vi sono inoltre dei casi limite, in cui i timbri sono assenti oppure poco leggibili, oppure si riferiscono addirittura a dei buoni “a termine”. Per una ulteriore e più specifica assistenza sui singoli casi vi invitiamo pertanto a rivolgervi ai nostri sportelli con una copia fronte/retro del buono.
<p style="text-align: right;">Gianni Zorzi &#8211; Responsabile Finanza e Assicurazioni</p></div>
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				<a class="et_pb_button et_pb_button_5 et_pb_bg_layout_dark" href="https://www.cittadinoconsumatore.it/leggi-il-pdf/cittadino-consumatore-num-53-gen-apr-2017/" data-icon="&#xe02c;">Guarda il num 53</a>
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