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	<title>Politica economica Archivi - Cittadino Consumatore</title>
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	<description>Il periodico della Federconsumatori FVG</description>
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	<title>Politica economica Archivi - Cittadino Consumatore</title>
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		<title>C&#8217;è la guerra e riguarda anche noi</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/politica-economica/ce-la-guerra-e-riguarda-anche-noi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Missio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[cittadino consumatore num. 64]]></category>
		<category><![CDATA[Politica economica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo bollettino in primo piano la guerra riguarda anche noi</p>
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<p>La semplice e famosissima frase tratta dal film <em>The Butterfly Effect</em>, ci riassume un concetto estremamente complesso se applicato alla condizione umana “il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano nell’altra parte del mondo”. Questo vuol dire che un semplice accadimento che si manifesta in un posto lontano da noi genera <strong>conseguenze inimmaginabili</strong> nei sistemi complessi come il clima, l’economia degli stati, il mercato, la produzione, i consumi. Piccole variazioni nelle condizioni iniziali producono grandi variazioni nel comportamento, sia nel breve che a lungo termine, del sistema. Figuriamoci allora quali possono essere gli effetti di una guerra sanguinosa con migliaia di morti tra militari, donne, bambini, civili innocenti, distruzione di infrastrutture essenziali, ospedali, edifici, opere dell’ingegno.</p>
<p>Una guerra, quella iniziata dalla Russia il <strong>24 febbraio scorso</strong>, per certi aspetti incomprensibile, come tutte le guerre, mette ancora al centro l’uso delle micidiali armi come unico strumento per dirimere le controversie economiche, politiche, idealistiche, di potere e dominio. L’intervento di invasione armata della Russia nei confronti di uno stato sovrano come l’<strong>Ucraina</strong> è da condannare senza giustificazioni. Come sempre accade in questi casi si assiste immediatamente a una molteplicità di reazioni nel <strong>sistema economico</strong> in parte giustificati a causa degli aumenti dei costi legittimati da ragioni oggettive e in parte dettati da ingiustificati interessi speculativi per fini di profitto azionario o individuale. Un tanto possiamo notarlo nelle impennate dei costi energetici che durano da tempo e che non sono riconducibili alla causa bellica. Ma, per questo, anche a seguito di denunce fatte dalle associazioni dei consumatori è in corso una inchiesta congiunta di diverse Procure della Repubblica per accertare l’esistenza del <strong>fenomeno speculativo</strong>. Fenomeni di aumenti ingiustificati li notiamo nei nostri supermercati anche su prodotti non di importazione e che non hanno neppure una relazione diretta con l’aumento dei costi del trasporto, come ad esempio gli aumenti per i prodotti alimentari cosiddetti a km “0”. Prevedere anche in ambito regionale, la costituzione di un <strong>osservatorio prezzi</strong> che faccia sedere attorno allo stesso tavolo politici, produttori, consumatori e organi di vigilanza può essere di aiuto a tutti.</p>
<p>Fatto salvo il bisogno primario che ora abbiamo e che riguarda la <strong>necessità di fermare le armi e i massacri</strong> prima che questa situazione, nella peggiore delle ipotesi, possa trascinare tutti in uno baratro segnando la fine dell’umanità e il ritorno alle caverne per i sopravvissuti con possibili scenari che finora abbiamo visto solo nei film, considerati magari di fantascienza, si renderà sempre più necessario la revisione dei patti sottoscritti dalle grandi superpotenze alla fine della seconda guerra mondiale affinché si elaborino nuovi sistemi di prevenzione allo scoppio dei conflitti armati, privilegiando all’infinito dialogo, diplomazia e rispetto delle parti in causa. Un nuovo patto di convivenza per un nuovo ordine nel moderno mondo globalizzato. Questo quadro, solamente accennato, consegna ai consumatori una nuova e più impegnativa responsabilità per rivedere i modelli di consumo fin qui sostenuti e orientarsi verso altri più<strong> sostenibili</strong>, rispettosi dell’ambiente, solidali e che bandiscano ogni tipo di sfruttamento.</p>
<p></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Angelo D’Adamo</strong></p>


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		<title>Fallimento Coop, rigettata la domanda di risarcimento a 222 soci</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/anno-di-pubblicazione/2019/fallimento-coop-rigettata-la-domanda-di-risarcimento-a-222-soci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Missio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[cittadino consumatore num.58]]></category>
		<category><![CDATA[Politica economica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La decisione con la quale il tribunale di Trieste ha rigettato la domanda di risarcimento di 222 soci delle cooperative operaie fallite, suscita diverse perplessità. Infatti il tribunale si è limitato ad asserire che i ricorrenti non “hanno fornito la prova che l&#8217;attività di vigilanza svolta sia stata carente o lacunosa” non prendendo neppure in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La decisione con la quale il tribunale di Trieste h<strong>a rigettato la domanda di risarcimento di 222 soci delle cooperative operaie fallite</strong>, suscita diverse perplessità. Infatti il tribunale si è limitato ad asserire che i ricorrenti non “hanno fornito la prova che l&#8217;attività di vigilanza svolta sia stata carente o lacunosa” non prendendo neppure in considerazione il fatto che un perito della Procura della Repubblica, pochi mesi dopo la positiva revisione regionale dei bilanci delle cooperative, abbia accertato una perdita patrimoniale di oltre 32 milioni di Euro tra il 2007 e il 2014: anni in cui la vigilanza disposta dalla Regione non aveva rilevato alcuna irregolarità gestionale.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che lo scorso dicembre il Governatore della Regione annunciava la costituzione di una riserva di alcuni milioni di Euro nel bilancio regionale per indennizzare i soci delle Cooperative fallite. Risulta pertanto in palese contraddizione con tale proposito la tenace difesa dell’operato della Regione da parte dei suoi legali per ottenere l’esenzione da qualsiasi responsabilità in tale vicenda.</p>
<p>Resta infatti inspiegabile come possa essere accertata la tutela dello scopo mutualistico (articolo 15 lettera c) L.R. 27/20017) senza che i controlli previsti possano accertare, anche attraverso gli effetti delle scelte gestionali, “la consistenza dello stato patrimoniale…nonché, ove prevista della certificazione di bilancio”.</p>
<p style="text-align: right;">Wanni Ferrari</p>
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		<title>Il commercio elettronico in Europa. Avviata un’indagine antitrust</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/anno-di-pubblicazione/2016/il-commercio-elettronico-in-europa-avviata-unindagine-antitrust/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Missio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2016 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2016]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino consumatore n. 51]]></category>
		<category><![CDATA[Politica economica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea ha avviato un’istruttoria antitrust sul settore dell’e-commerce (l’acquisto di beni e servizi attraverso i siti internet) perché vi sono indizi della possibilità che certe imprese adottino misure che limitano il commercio elettronico transfrontaliero. Secondo Bruxelles lo scorso anno il 35% degli italiani che ha usato internet, ha acquistato prodotti o servizi contro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cittadinoconsumatore.it/anno-di-pubblicazione/2016/il-commercio-elettronico-in-europa-avviata-unindagine-antitrust/">Il commercio elettronico in Europa. Avviata un’indagine antitrust</a> proviene da <a href="https://www.cittadinoconsumatore.it">Cittadino Consumatore</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea ha avviato un’istruttoria <em>antitrust</em> sul settore dell’<em>e-commerce</em> (l’acquisto di beni e servizi attraverso i siti <em>internet</em>) perché vi sono indizi della possibilità che <strong>certe imprese adottino misure che limitano il commercio elettronico transfrontaliero.</strong> Secondo Bruxelles lo scorso anno il 35% degli italiani che ha usato internet, ha acquistato prodotti o servizi contro il 63% della media europea, ma soltanto il 15% si è rivolto a un venditore con sede in un altro Stato dell’Ue. “L’indagine di settore agevolerà la Commissione nella comprensione e nell’abbattimento delle barriere al commercio elettronico, con vantaggi sia per i cittadini sia per le imprese europee”, ha detto il commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager, presentando l’iniziativa.</p>
<p><strong>In Europa sono sempre più le merci e i servizi commercializzati via internet.</strong> Al tempo stesso le vendite online transfrontaliere nell’UE aumentano lentamente, in parte a causa delle barriere linguistiche, delle preferenze dei consumatori e delle diverse normative vigenti negli Stati membri. C’è però anche il sospetto che certe imprese adottino misure che limitano il commercio elettronico transfrontaliero. L’indagine si concentra sull’individuazione di tali pratiche, in linea con l’obiettivo della creazione di un mercato unico <em>digital</em>, e il rapporto sul settore sarà preparato entro la metà del 2016. Quello che i consumatori si augurano è di poter scegliere liberamente dove e cosa acquistare, cercando, perché no, anche di risparmiare optando per uno stato europeo piuttosto che un altro.</p>
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