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	<title>Prezzi e tariffe Archivi - Cittadino Consumatore</title>
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	<description>Il periodico della Federconsumatori FVG</description>
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	<title>Prezzi e tariffe Archivi - Cittadino Consumatore</title>
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		<title>Il potere del Carrello: come i nostri consumi possono disarmare le guerre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nancy Atsu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 08:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino consumatore n. 72]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi e tariffe]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Di fronte alle immagini dei conflitti che martoriano il mondo, la sensazione prevalente è spesso l’impotenza. Ci sentiamo spettatori passivi di decisioni geopolitiche prese altrove, a volte non si sa neanche dove. Eppure, esiste un campo di battaglia quotidiano dove ognuno di noi esercita una sovranità reale: il <strong>mercato</strong>. Ogni scontrino è un voto, ogni acquisto è un’approvazione silenziosa a un modello economico. Se vogliamo la pace, come tutti dichiariamo di volere, dobbiamo smettere di finanziare le guerre attraverso le nostre scelte di consumo. Le guerre moderne non si alimentano solo di armi, ma di flussi finanziari complessi. Molte delle multinazionali che dominano i nostri scaffali hanno legami, diretti o indiretti, con l’industria bellica o operano in regimi che violano i diritti umani. Consumare in modo acritico significa, talvolta, alimentare involontariamente le casse di chi trae profitto dall’instabilità.</p>
<p>Le Associazioni dei Consumatori sono oggi in prima linea nel denunciare come i conflitti generino speculazioni selvagge su energia e beni primari. Ma certamente la tutela non passa solo dalla protesta/denuncia contro i rincari: passa dalla costruzione di un’economia di pace. Quindi c’è da domandarsi cosa possiamo fare concretamente, quali comportamenti maggiormente consapevoli possiamo adottare. Esistono già alcuni <strong>strumenti digitali</strong> (App) che rendono possibile scansionare un prodotto che acquistiamo e scoprire se l’azienda produttrice è coinvolta in contesti di occupazione o produzione di armamenti. Non si tratta di punire ma di esercitare una pressione economica affinché le grandi corporation adottino standard etici più rigidi. Possiamo inoltre agire nel disinvestimento finanziario. E questa è un’azione molto potente in un settore fortemente sensibile. Spesso ignoriamo che i nostri risparmi, depositati in banche tradizionali, possono essere utilizzati per finanziare l’export di armi. Scegliere la Finanza Etica significa garantire che il proprio denaro serva a costruire scuole, ospedali e imprese sociali, e non a produrre mine antiuomo e cacciabombardieri. Possiamo anche agire con scelte alternative sostenendo il commercio equo e solidale, acquistare prodotti dalle terre confiscate alle mafie o privilegiare la filiera corta dei produttori locali in modo da ridurre la nostra dipendenza dalle macrostrutture globali che spesso traggono vantaggio dall’economia estrattiva e bellica. Un altro fronte cruciale è quello dell’energia. La dipendenza dai combustibili fossili è storicamente una delle cause principali di guerra. Ridurre i consumi, efficientare le proprie case e passare a fornitori che utilizzano esclusivamente fonti rinnovabili non è solo una scelta ecologica ma un atto di “disarmo energetico”. Ogni Kilowattora risparmiato è un grammo di potere in meno tolto a chi usa gas e petrolio come ricatto geopolitico.</p>
<p>Le Associazioni dei consumatori chiedono a gran voce<strong> trasparenza</strong>. Chiedono che l’origine dei prodotti sia chiara e che i profitti di guerra siano tassati per aiutare le famiglie colpite dall’inflazione. Ma la vera spinta deve venire dal basso. Se migliaia di consumatori iniziano a spostare i propri conti correnti, a cambiare marca di cereali o a preferire il negozio di vicinato alla grande catena multinazionale, il segnale diventa assordante. La pace non è solo un trattato firmato su una scrivania diplomatica; è un processo che si costruisce con i gesti di ogni giorno. Tutelarsi dai problemi creati dalle guerre significa riprendere il controllo della propria economia domestica, sottraendola alle logiche del profitto bellico. Il nostro portafoglio è un acceleratore di cambiamento: usiamolo per finanziare il mondo in cui vogliamo vivere.</p>
<p style="text-align: right;">Angelo D’Adamo</p>
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		<title>La gestione dei Servizi Idrici e Rifiuti nella nostra regione</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/2025/la-gestione-dei-servizi-idrici-e-rifiuti-nella-nostra-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Missio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua, energia e gas]]></category>
		<category><![CDATA[cittadino consumatore n. 70]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi e tariffe]]></category>
		<category><![CDATA[Spreco e rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo bollettino in primo piano la guerra riguarda anche noi</p>
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<p>Due servizi pubblici essenziali per l’ambiente e la nostra vita. Nei 215 comuni del Friuli Venezia Giulia, regione con 1.195.145 abitanti, riscontriamo<strong> grandi differenze di costi</strong> che le famiglie sono chiamate a sostenere, sia<strong> per la fornitura idrica che per la raccolta e smaltimento dei rifiuti</strong> oltre alle differenti modalità di conferimento dei rifiuti stessi, svolti tramite il porta a porta, i cassonetti stradali, il sistema misto, la modalità a tariffa puntuale. È quanto emerge da una ricerca commissionata da Federconsumatori FVG e Adiconsum FVG, realizzata dal Centro Studi IRCAF (Istituto Ricerca Consumo Ambiente e Formazione) relativa alle tariffe applicate nel 2024. Nella ricerca si confermano sostanzialmente i dati già emersi nella precedente ricerca sulle tariffe applicate nel 2020.</p>
<p>Il <strong>6 marzo scorso abbiamo presentato la ricerca completa all’Assemblea Regionale d’Ambito dell’Ausir</strong>, organismo composto da 26 sindaci in rappresentanza dei comuni della nostra regione più 2 del vicino Veneto. A questo primo incontro, di presentazione della ricerca, illustrata dagli estensori, ne seguirà un altro, a breve, con il coinvolgimento anche del Comitato Utenti Ausir, per un confronto di merito sui dati emersi e verificare l’esistenza di condivisione di intenti finalizzati a individuare i percorsi da intraprendere per il miglioramento dei servizi sia sotto il profilo organizzativo che dei costi finali per gli utenti. Percorsi che necessariamente dovranno vedere interessati: Ausir, Anci, Regione, Arera, poiché diversi sono i presìdi di competenze e responsabilità. Valutiamo molto positivamente gli indirizzi e le azioni intraprese dalla nostra regione finalizzati alla fusione per incorporazione delle gestioni del servizio idrico integrato, già in buono stato di avanzamento. Indicazioni che, anche se con tempi differenti, valgono anche per i gestori del Servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, al fine di limitare e ridurre il più possibile le frammentazioni gestionali, spesso fonte di differenze e diseconomie che si scaricano sugli utenti finali. Oggi sono operativi in regione 6 gestori del servizio idrico e 7 gestori per i rifiuti.</p>
<p>Tanto per avere una idea sulle differenze della spesa per l’acqua nel 2024, riscontrate in regione dalla ricerca, prendendo a campione una famiglia composta da tre persone con un consumo annuo di 150 mc (metri cubo) a Trieste paga 500,91 euro (gestore AcegasApsAmga), a Gorizia 371,93 euro (Irisacqua S.r.l.), a Pordenone 321,82 (Hydrogea), a Udine 285,54 (Cafc bacino Citta di Udine). Per quanto riguarda il servizio dei rifiuti le differenze non sono molto diverse e anzi spesso risultano anche più accentuate, a volte anche a parità di servizio reso. Contraddizione che se si spiega nell’applicazione corretta delle norme di costruzione della tariffa o del tributo, su cui non abbiamo osservazioni da fare, tuttavia non si spiega del tutto rispetto ai diritti del cittadino consumatore e utente. Il nostro obiettivo non è certamente arrivare ad avere una tariffa unica poiché ci rendiamo conto che è impossibile sia per le caratteristiche dei servizi in questione sia per le differenze oggettive insuperabili presenti però, verificare le possibilità di perseguire finalità che garantiscano maggiore equità a parità di servizio fornito crediamo sia un obbligo del nostro fare.</p>
<p>Torneremo sull’argomento dopo gli incontri istituzionali di merito.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Angelo D’Adamo</strong></p>


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		<item>
		<title>Osservatorio speciale per il monitoraggio dei prezzi al consumo</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/2024/osservatoriospeciale-per-il-monitoraggioprezzial-consumo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Missio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 09:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2024]]></category>
		<category><![CDATA[cittadino consumatorie num. 69]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi e tariffe]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>È stato recentemente costituito presso la Prefettura di Trieste l’Osservatorio, come definito dall’intesa interistituzionale formalizzata nel protocollo del 27 giugno 2024, che promuove un progetto di rilevazione sperimentale di <strong>monitoraggio dei prezzi al consumo di prodotti alimentari e agroalimentari commercializzati nei principali mercati</strong> al dettaglio dei comuni capoluogo di regione o di provincia autonoma. Pertanto, ventuno sono gli Osservatori costituiti in tutta Italia, venti nei capoluoghi di regione più uno nella provincia autonoma di Bolzano. L’Osservatorio di Trieste è formato da Prefettura – U.T.G. che ne cura il coordinamento, Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia, Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti rappresentato da Federconsumatori, MDC e Casa del Consumatore, Ispettorato Territoriale (casa del Made in Italy) Friuli Venezia Giulia e Veneto, Comune di Trieste, CGIL, CISL, UIL, Confcommercio, Coldiretti, Kmecka Zveza/Associazione Agricoltori.</p>
<p>I prodotti oggetto di rilevazione sono complessivamente 49, così suddivisi: 10 prodotti per la frutta, 11 per gli ortaggi, 10 per le carni, 5 per l’ittico, 6 per formaggi, latticini e uova, 7 prodotti stagionali per frutta e ortaggi. Il processo di rilevazione, già in atto a Trieste dal 16 ottobre, viene svolto con cadenza settimanale e l’indagine si svolge per fasi bimestrali. I siti mercatali interessati riguardano Borgo San Sergio e Mercato Coperto di via Carducci. I rilevatori, nominati dalle Associazioni dei Consumatori, trasmettono i dati su una piattaforma digitale all’Unità di Missione a supporto del Garante per la sorveglianza dei prezzi, detto anche “<strong>Mister Prezzi</strong>”, presso il MIMIT e a Unioncamere che ne cura l’elaborazione per poi essere ritrasmessa all’UDM Garante e Camera di Commercio.</p>
<p>Siamo arrivati a questo anche a seguito delle importanti manifestazioni denominate “Protesta delle Pentole Vuote” del giugno 2022, sostenute dalla quasi totalità delle Associazioni dei Consumatori, quando, a fronte di ingiustificabili fenomeni speculativi sugli aumenti dei prezzi le famiglie si vedevano costrette a rinunce e privazioni con conseguente crescita delle disuguaglianze, povertà energetica e povertà alimentare, nonché rinuncia alle cure. Uno dei punti qualificanti del documento presentato al governo e ai presidi tenuti davanti alle prefetture di tutti i capoluoghi regionali riguardava proprio la richiesta dell’istituzione di Osservatori territoriali con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori. Certamente la condizione delle famiglie non è molto migliorata rispetto al passato, anzi, in molti casi assistiamo a un progressivo aumento delle difficoltà riscontrate dalle stesse a far fronte all’<strong>aumento dei costi generalizzati</strong>: energetici, anche a causa della fine del mercato tutelato di gas ed energia elettrica, beni alimentari, accesso alle cure, per le note criticità della Sanità Pubblica relativamente alle liste di attesa e conseguente ricorso al privato, solo per fare qualche esempio. Per quanto riguarda la sperimentazione dell’Osservatorio prezzi in questione diamo un giudizio positivo e forniremo fattiva collaborazione per la riuscita della sua missione anche se avremmo preferito un intervento più snello e maggiormente diffuso sul territorio.</p>
<p style="text-align: right;">Angelo D’Adamo</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.cittadinoconsumatore.it/2024/osservatoriospeciale-per-il-monitoraggioprezzial-consumo/">Osservatorio speciale per il monitoraggio dei prezzi al consumo</a> proviene da <a href="https://www.cittadinoconsumatore.it">Cittadino Consumatore</a>.</p>
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		<title>Carrello tricolore e carovita</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/2023/carrellotricoloreecarovita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Missio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2023 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[cittadino consumatore num. 67]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi e tariffe]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cittadinoconsumatore.it/?p=1523</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.cittadinoconsumatore.it/2023/carrellotricoloreecarovita/">Carrello tricolore e carovita</a> proviene da <a href="https://www.cittadinoconsumatore.it">Cittadino Consumatore</a>.</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>Tutti siamo stati informati, dai mezzi di comunicazione di massa o dalle pubblicità presenti nei negozi che hanno aderito, del <strong>piano anti-inflazione</strong> messo in atto dal governo. Il piano è il frutto di un patto siglato il 28 settembre tra governo, produttori e distributori per offrire prodotti a prezzi bloccati o scontati. L’iniziativa è partita il 1° ottobre e consente a chi fa la spesa nei supermercati aderenti di scegliere tra un paniere di beni a prezzi che non subiranno aumenti, almeno per tre mesi, fino al 31 dicembre 2023. L’obiettivo è contenere i prezzi di alcune tipologie di prodotti di largo consumo delle famiglie, tutelare il potere di acquisto dei consumatori e allo stesso tempo contrastare le spinte inflazionistiche. I beni interessati sono naturalmente quelli di <strong>prima necessità</strong>: alimentari come pane, pasta, olio, carne… e prodotti per l’infanzia e la cura della persona. Un bollino tricolore applicato sulle confezioni consente di riconoscere i prodotti a prezzo bloccato o ribassato. Il bollino riporta un logo con i colori della bandiera italiana e la scritta “trimestre anti-inflazione”. C’è inoltre, da aggiungere che ogni esercizio commerciale decide in autonomia su quali beni e in quale modalità applicare gli sconti, a patto che siano “beni di prima necessità, alimentari e non alimentari di largo consumo” e prodotti per l’infanzia e per l’igiene personale.</p>
<p>Risulta del tutto evidente il <strong>limite di tale operazione</strong> non essendo prestabilito un elenco di beni su cui saranno applicati gli sconti dove ogni esercizio commerciale è libero di scegliere come comunicare ai consumatori i prodotti su cui sono applicati gli sconti nei propri punti vendita. Mentre sarebbe stata più efficace e trasparente una misura che avesse indicato, per ogni singolo bene compreso nel paniere, un prezzo al chilogrammo rapportato a quelli minori rilevati fino a settembre 2023 consentendo la certificazione con il bollino tricolore solo ai venditori che avessero aderito all’impegno di non superare tale prezzo nel trimestre successivo. Secondo i dati del Ministero, si contano circa <strong>25.000 punti vendita</strong> aderenti in tutta Italia, e l’elenco completo, diviso per regioni, province, comuni, CAP di riferimento, per facilitare la ricerca e la consultazione è disponibile sul sito del MIMIT.</p>
<p>Il <strong>giudizio delle associazioni</strong> dei consumatori sul “trimestre anti-inflazione”, anche se con diverse sfumature, rimane fortemente <strong>critico</strong>. Di fronte a una crisi così accentuata con gli aumenti del costo dell’energia (+18,6% per l’elettricità e +4,8% per il gas), seppur inferiore a quello sostenuto nel 2022, e la differenza notevole tra la crescita dei beni alimentari e la media dell’inflazione che pesano fortemente sulle disponibilità di spesa delle famiglie, l’operazione si configura come un’operazione di facciata insufficiente a dare respiro alle famiglie.</p>
<p>Resta pertanto <strong>urgente intervenire</strong> per mettere in atto la riforma delle accise e degli oneri di sistema sui beni energetici e carburanti; rimodulare l’Iva sui generi di largo consumo; attivare seri e tempestivi monitoraggi dei prezzi attraverso Comitati di sorveglianza costituiti territorialmente, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori al fine di contrastare prontamente ogni fenomeno speculativo; ampliare le misure di sostegno a favore delle famiglie che non riescono a sostenere la rata dei mutui a tasso variabile.</p>
<p>Le risorse per tali interventi vanno ricercate attraverso una seria azione di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, nell’introduzione di una tassazione strutturale progressiva degli extraprofitti delle imprese (dal settore energetico a quello farmaceutico) e nell’incremento di forme di tassazione sulle transazioni finanziarie.</p>
<p style="text-align: right;">Angelo D’Adamo</p>
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		<title>Luce e Gas: prezzo bloccato? Ora può essere un’insidia</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/acqua-energia-gas/luce-e-gas-prezzo-bloccato-ora-puo-essere-uninsidia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Missio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 May 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua, energia e gas]]></category>
		<category><![CDATA[cittadino consumatore num. 66]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi e tariffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli scorsi mesi abbiamo assistito all’impennata dei prezzi di luce e gas che hanno raggiunto ai loro massimi ben 0,54 euro a Kw e 2,55 euro al Mc. Ogni giorno ai nostri sportelli si sono rivolti diversi cittadini che ci chiedevano consigli su come gestire la situazione proprio per il timore di trovarsi a pagare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli scorsi mesi abbiamo assistito all’<strong>impennata dei prezzi</strong> di luce e gas che hanno raggiunto ai loro massimi ben 0,54 euro a Kw e 2,55 euro al Mc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni giorno ai nostri sportelli si sono rivolti diversi cittadini che ci chiedevano consigli su come gestire la situazione proprio per il timore di trovarsi a pagare diverse centinaia se non migliaia di euro sulle proprie bollette, ed è stato nostro compito informarli su come<strong> scegliere i propri contratti di fornitura</strong>, fornendo gli strumenti conoscitivi necessari per leggere la bolletta o il contratto. Ciò ci ha permesso di confortare anche chi, in possesso di contratti a prezzo bloccato sottoscritti poco prima dell’innalzamento dei prezzi, non avrebbe subito aumenti godendo dell’accordo firmato in tempi non sospetti e che sarebbe perdurato per 12, 24 o 30 mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora sta accadendo l’opposto: il timore di ulteriori <strong>rialzi</strong> ha determinato che diverse persone abbiano sottoscritto nel 2022 contratti a prezzo fisso, ovvero in un periodo in cui il prezzo si attestava già su livelli molto alti, con la conseguenza che oggi, con il deciso calo delle quotazioni sia di luce che di gas, si trovano a dover pagare importi decisamente non concorrenziali. Di fatto, nel mese di febbraio 2023 il prezzo del gas e in particolare l’indice PSV, Punto di Scambio Virtuale ovvero quello più utilizzato nella contrattualistica attuale ha raggiunto il valore di 0,60 euro al Mc mentre l’Energia Elettrica, stabilita dal PUN, Prezzo Unico Nazionale si attestava ad una media di 0,16 euro/ Kw. L’ultima volta che si sono raggiunti questi prezzi era il 2021 quindi si può supporre che quasi tutti i contratti a prezzo fisso sottoscritti lo scorso anno si attestano su valori maggiori e pertanto non vantaggiosi per l’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invitiamo perciò tutti coloro che si trovano in questa condizione a rivedere il proprio contratti di fornitura, optando, visto il trend in discesa, per contratti a <strong>prezzo variabile</strong> in attesa dell’uscita di nuove offerte a prezzo fisso in linea con il mercato attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><em>Erica Cuccu</em></p>



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		<title>Due eventi inediti e di straordinaria importanza per difendere i consumatori</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/primo-piano/due-eventi-inediti-e-di-straordinaria-importanza-per-difedenre-i-consumatori-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Missio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2022 08:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[cittadino consumatore num. 65]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi e tariffe]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli aumenti dei prezzi delle merci e dell’energia iniziati nella seconda metà del 2021 e resi ancora più esagerati, quasi a diventare fuori controllo, a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina a causa dell’invasione russa il 24 febbraio scorso hanno creato le condizioni per l’apertura di un proficuo confronto tra le associazioni dei consumatori [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>aumenti dei prezzi delle merci e dell’energia</strong> iniziati nella seconda metà del 2021 e resi ancora più esagerati, quasi a diventare fuori controllo, a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina a causa dell’invasione russa il 24 febbraio scorso hanno creato le condizioni per l’apertura di un proficuo confronto tra le associazioni dei consumatori del nostro Paese ispirato a un condiviso bisogno di unità. Il tutto è stato reso possibile grazie anche all’instancabile e determinante ruolo svolto dal presidente di Federconsumatori. Con l’adesione di quasi tutte le associazioni facenti parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) è stata varata una piattaforma di richieste e interventi a favore dei consumatori nella grande assemblea del 6 aprile sfociata poi nelle diffuse manifestazioni del 10 giugno contro il caro vita sotto le prefetture dei capoluoghi di regione e territoriali dal titolo evocativo: “<strong>Pentole Vuote</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una piattaforma che detta in estrema sintesi chiede di metter mano strutturalmente alla <strong>riforma della bolletta energetica</strong> alleggerendola dagli oneri impropri oltre a intervenire nella sterilizzazione dell’Iva, una più incisiva difesa delle fasce deboli ampliando la platea dei beneficiari degli aiuti economici per contrastare con maggiore efficacia la dilagante povertà energetica, il rafforzamento delle strutture di sorveglianza sui prezzi dando maggiori poteri sanzionatori alle Autorità indipendenti oltre a prevedere, presso le prefetture, comitati territoriali di sorveglianza al fine di monitorare l’andamento dei prezzi e contrastare i fenomeni speculativi a ogni livello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’altro evento riguarda la grande assemblea dello scorso 18 ottobre per sollecitare il Governo ad adottare misure urgenti per fronteggiare i <strong>rincari</strong> sul fronte dell’energia e dei beni di largo consumo. Con oltre 4.000 partecipanti, un incontro senza precedenti al quale si sono collegate le principali forze sociali del Paese, tra cui: CGIL, CISL e UIL, ambientalisti come WWF, Legambiente, importanti sigle del mondo produttivo, Confcommercio, CNA, Confesercenti, etc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riprendendo anche i temi della precedente assemblea è stata approvata una piattaforma condivisa sintetizzata in cinque rivendicazioni principali in materia di energia:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sospensione dei distacchi per morosità e lunga rateizzazione delle bollette garantita dallo stato.</li>



<li>Aumento dei bonus per energia, gas e acqua allargando la platea dei beneficiari e costituzione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica.</li>



<li>Riforma della bolletta con la riduzione degli oneri fiscali e parafiscali modificando anche il sistema di formazione dei prezzi dell’energia.</li>



<li>Rilancio degli investimenti sulle fonti rinnovabili e sviluppo delle Comunità Energetiche.</li>



<li>Piano nazionale straordinario di sostegno alle famiglie e alle imprese rafforzando gli interventi di supertassazione degli extraprofitti. Nessuno deve trarre arricchimento dalle difficoltà della moltitudine.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Su questi temi ci stiamo impegnando su tutto il territorio regionale nei confronti di Enti e Istituzioni al fine di stimolare ogni livello di competenze e responsabilità a fare la propria parte senza indugio. Siamo in una situazione grave e inedita nella storia del dopoguerra e solo l’attenzione alla tutela della solidarietà collettiva può portarci fuori dal pantano in cui ci troviamo.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><em>Angelo D’Adamo</em></p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><em>Presidente</em></p>



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		<item>
		<title>Truffe, imbrogli e raggiri: una vera piaga sociale</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/anno-di-pubblicazione/2019/truffe-imbrogli-e-raggiri-una-vera-piaga-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Missio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[cittadino consumatore num.58]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi e tariffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non passa giorno senza che qualche cittadino non si presenti ai nostri sportelli per denunciare di essere stato vittima presumibilmente di una truffa o un tentativo di truffa chiedendoci un aiuto per uscirne fuori. Così come non passa giorno senza che i mass media non ci rivelino della scoperta di qualche truffa di ampia portata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non passa giorno senza che qualche cittadino non si presenti ai nostri sportelli per denunciare di essere stato vittima presumibilmente di una truffa o un tentativo di truffa chiedendoci un aiuto per uscirne fuori. Così come non passa giorno senza che i mass media non ci rivelino della scoperta di qualche truffa di ampia portata nei confronti di cittadini consumatori congegnata da vere e proprie associazioni a delinquere. Sembra non essere sufficiente a debellare i <strong>comportamenti truffaldini</strong> il costante ed encomiabile impegno, denso di importanti risultati, che le autorità preposte e le forze dell’ordine mettono continuamente a segno. Per ogni fascia sociale o categoria c’è la truffa dedicata, nessuno è escluso da tale eventualità: maschio, femmina, colto, giovane, anziano, benestante, professionista, disoccupato, italiano, straniero&#8230; Per ogni settore di interesse c’è la propria azione delittuosa: informatico, economico finanziario, commerciale, contrattuale&#8230;</p>
<p>Difficile identificare le ragioni della propensione, così diffusa nel nostro amato Paese, a comportamenti che nel diritto italiano si identificano come tesi “all’ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso <strong>artifici e raggiri</strong>”. Un po’ forse ci aiuta, per capire il fenomeno, il ricordo o la rinnovata visione di uno spassoso film commedia del 1961, dal titolo “Tototruffa 62”, con Totò che tenta di vendere la fontana di Trevi a un ingenuo italoamericano. Ma, il periodo di quella bonaria commedia è lontano e le truffe di oggi non risparmiano nessuno.</p>
<p>Per tornare ai nostri interventi concreti, i casi più frequenti che vengono segnalati ultimamente nelle nostre sedi, che con un po’ di presunzione amiamo definire “presidi per la legalità “, oltre alle note truffe finanziarie che hanno fatto razzia dei risparmi di tanti normali cittadini, riguardano gli acquisti di mobili mai consegnati con l’incasso però di rilevanti somme di anticipo da parte di affaristi affabulatori. Del caso si sta interessando la Guardia di Finanza. Numerosi anche i casi di truffe in cui, facendo leva sulla promessa alle famiglie di consegnare un regalo senza obblighi di acquisto, viene consegnato anche un catalogo di prodotti vari per la casa e, con modalità di approccio subdolo, nell’occasione si contrattualizzano invece, impegni ad acquisti per 2-3 mila euro o più, giocando sull’assenza di chiarezza commerciale.</p>
<p>Molto frequenti, inoltre, sono quei casi annoverabili come<strong> contratti non voluti o non desiderati</strong> di telefonia o energia elettrica e gas attivati a domicilio o tramite telefono. In questi ultimi casi con i reclami riusciamo solitamente a risolvere il problema con l’annullamento dei contratti non voluti consapevolmente. Il fatto grave che registriamo per questa tipologia di truffe riguarda purtroppo l’assenza di sanzioni nei confronti di chi attiva questi nuovi contratti, sia persona fisica o società coinvolta.</p>
<p>L’elenco potrebbe continuare ancora per molto. In definitiva, superando l‘opinione comune sull’esistenza di una diffusa propensione tutta italiana al malaffare, che non ci darebbe alcun aiuto, poiché tesa a valutare la piaga come endemica e pertanto inestinguibile, crediamo invece che ci sia bisogno, oltre a un aumento degli interventi di prevenzione da parte delle autorità preposte, anche di un sensibile inasprimento delle sanzioni per reprimere ogni comportamento volto a truffare gli altri.</p>
<p>Comunque rimane sempre fondamentale una maggiore attenzione da parte di noi tutti per aumentare la consapevolezza del mercato che abbiamo di fronte e che a volte assume aspetti di vera e propria giungla.</p>
<p style="text-align: right;">Angelo D’Adamo</p>
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		<item>
		<title>Low-cost: un modello al limite</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/cittadino-consumatore-num-54/low-cost-un-modello-al-limite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Pitassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2017 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino consumatore num.54]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi e tariffe]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[low-cost]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cittadinoconsumatore.it/?p=450</guid>

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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;">L&#8217;attualità è l&#8217;eclatante caso Ryanair. Le radici affondano negli anni ottanta del novecento. Gli effetti devastanti invece si sono manifestati in tutta la loro crudità e drammaticità dal 2007.</p>
<p style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;">La <strong>politica del low cost</strong>, che trova origine nella grande distribuzione americana, nonché il sempre più massiccio ricorso alla delocalizzazione con il conseguente riconoscimento di salari sotto la media e il superamento delle tutele del lavoratore, ritenute sino a quel momento fondamentali, hanno fatto sì che la figura del consumatore – cittadino iniziasse un lento declino. É questa la lucida e condivisibile analisi a cui giungono diversi studiosi tra cui lo stesso Luciano Gallino.</p>
<p style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;">Quello che più fa riflettere è come <strong>il consumatore, soggetto di un sistema economico che ha puntato sul consumismo più sfrenato, divenga a sua volta cannibale di sé stesso</strong>. Viene portato ad accrescere la ricerca del prezzo più basso, ponendo l&#8217;attenzione il più delle volte solo a quello, perdendo di vista la qualità del prodotto intesa sia nella bontà dello stesso che nella produzione nel rispetto di regole il più delle volte non scritte di responsabilità sociale. E così, da una parte troviamo un cittadino consumatore dapprima entusiasta e <strong>quasi drogato dalla grande distribuzione</strong> che sta acquisendo sempre maggiore consapevolezza negli ultimi anni di come quello sia un mondo di sabbia, che ha fatto sì che i prodotti a basso costo non valgano a volte nemmeno la pena di essere comprati (pensiamo ad esempio a capi di abbigliamento con tessuti sintetici che spesse volte portano a sviluppare reazioni allergiche sulla pelle per sostanze troppo aggressive utilizzate nella produzione) e ha comportato un <strong>drastico abbattimento dei diritti di chi si trova a lavorare sia nella grande distribuzione che nella produzione low cost</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;">E non si parla solo di lavoratori dipendenti ma pure di artigiani, agricoltori, piccole imprese, professionisti, insomma cittadini tutti che da una parte sono consumatori e in qualche modo potrebbero trarre un vantaggio dai bassi prezzi di vendita dei beni ma dall&#8217;altra sono anche coloro che concorrono a creare questi beni con il loro lavoro, con orari che non esistono più, con giorni di riposo che non esistono più, con compensi orari disallineati rispetto all&#8217;impegno e alle capacità necessarie.</p>
<p style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;">Ed ecco che in un attimo anche il modo di pensare si allinea il più delle volte a questo pazzesco meccanismo, giungendo il cittadino consumatore a votare col portafoglio, ma non nel senso assegnato dall&#8217;<strong>economista Leonardo Becchetti</strong>, bensì nel senso di optare per soluzioni low cost, spesso anche a causa dell&#8217;irrimediabile crisi occupazionale di cui a sua volta subisce direttamente gli effetti.</p>
<p style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;">Il <strong>caso Ryanair</strong> parla da sé e racconta dell&#8217;insostenibilità di un sistema che vede quali principali vittime i consumatori e i lavoratori che, alla fine, maturata la consapevolezza di non poter più andare avanti nel mondo dei non diritti, hanno alzato la testa. Da queste consapevolezze si deve ripartire per un nuovo modello di sviluppo, responsabile, virtuoso e attento ai diritti dei soggetti economici anche più “deboli” ma che attraverso il Web e la conoscenza stanno divenendo attori consapevoli capaci, quando si organizzano, di poter incidere in maniera determinante sul mercato.</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;">avv. Barbara Puschiasis</p></div>
			</div><div class="et_pb_button_module_wrapper et_pb_button_0_wrapper et_pb_button_alignment_center et_pb_module ">
				<a class="et_pb_button et_pb_button_0 et_pb_bg_layout_dark" href="https://www.cittadinoconsumatore.it/leggi-il-pdf/cittadino-consumatore-num-54-set-ott-2017/" data-icon="&#xe02c;">Guarda il num 54</a>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
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			</item>
		<item>
		<title>Telefonia: la fatturazione deve tornare a 30 giorni</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/cittadino-consumatore-num-54/telefonia-la-fatturazione-deve-tornare-a-30-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Pitassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2017 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino consumatore num.54]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi e tariffe]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio tradito]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cittadinoconsumatore.it/?p=469</guid>

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				<div class="et_pb_text_inner">L’<strong>Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha intrapreso procedimenti sanzionatori nei confronti di Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb</strong> per non aver rispettato le disposizioni contenute nella delibera 121/17/CONS, relativa alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte degli operatori di telecomunicazione.

La suddetta delibera, infatti, prevede che per la telefonia fissa e per i “<strong>pacchetti convergenti</strong>” (ovvero quelli comprensivi di telefonia fissa e mobile), l’emissione della fattura deve avvenire ogni mese.

Molti operatori, violando la normativa, sono passati da 30 a 28 giorni, provocando un aumento per gli utenti di oltre l’8% sull’importo delle bollette, che non saranno più 12 ma 13.

Non ci limiteremo a plaudere all’iniziativa dell’AGCOM, della quale attendiamo gli esiti, ma <strong>avvieremo un’azione inibitoria contro i 4 operatori di telefonia che non applicano la delibera di AGCOM</strong>.
Non escludiamo, inoltre, l’invio di un esposto all’Antitrust per avviare le opportune verifiche circa l’ipotesi di cartello messa in atto dai principali operatori di telefonia nel nostro Paese.</div>
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		<title>Traffico Roaming: via il sovrapprezzo</title>
		<link>https://www.cittadinoconsumatore.it/cittadino-consumatore-num-53/traffico-roaming-via-il-sovraprezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuela Pitassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino consumatore num.53]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzi e tariffe]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[traffico roaming]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner">Una buona notizia nel settore della telefonia ci giunge da Bruxelles per il traffico b(per  traffico roaming si intendono quelle procedure che permettono agli utenti mobili di collegarsi fra loro utilizzando una rete, anche non di loro proprietà, dietro una quota di pagamento di altro operatore).

<strong>Parlamento Europeo e Consiglio</strong> sono giunti a un accordo con i diversi stakeholder, ovvero i gestori di telefonia e le associazioni dei consumatori, e quindi <strong>dal 15 giugno 2017 verranno aboliti i costi del traffico roaming</strong> e non saranno più giustificabili tariffe a sovrapprezzo per il traffico all’interno dei 28 Stati dell’Unione Europea, considerando l’Unione Europea come un&#8217;unica grande nazione.

Già dal 30 aprile 2016 le tariffe avevano subito una notevole diminuzione. In pratica è stato applicato un taglio del 90% ai costi all’ingrosso. Da metà giugno chiamare da Parigi a Udine costerà come chiamare da Milano ovvero non determinerà più costi extra, il progetto di <em>Roam like home </em>troverà la sua applicazione nel vero concetto di un&#8217;unica grande nazione e quindi navigare in internet, inviare sms e telefonare non subiranno costi aggiuntivi.

Il compromesso non è stato facile da trovare in quanto l’intesa prevede tetti nelle tariffe all’ingrosso che devono essere sufficientemente bassi per permettere alle aziende del paese di origine di offrire il roaming gratuito, ma anche sufficientemente alti per non costringere i paesi ospitanti ad aumentare le tariffe nazionali e continuare ad offrire un servizio di qualità.

<strong>Il prezzo all’ingrosso del traffico dati passerà dagli attuali 50 euro per GigaByte a 7,7</strong> che poi verranno progressivamente abbassati  passando a 6 a partire dal 1 gennaio 2018, quindi a 4,5 nel 2019, a 3,5 nel 2020, a 3 nel 2021 e, infine, a 2,5 nel 2022. Il testo legislativo dovrà essere ora ratificato dal Consiglio e dal Parlamento Europeo e verrà sottoposto ad analisi da una specifica commissione ogni due anni al fine di evitare abusi o pratiche scorrette.

Sussiste, secondo alcuni analisti, il <strong>pericolo</strong> che ciò possa portare a un <strong>aumento delle tariffe nazionali</strong> del traffico mobile.
<p style="text-align: right;">Raffaella Bizzozero</p></div>
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