Federconsumatori e Adiconsum hanno presentato la seconda edizione del Libro Bianco, undici anni dopo la prima. Famiglie più in difesa rispetto al 2010, ma il cambiamento più rilevante si chiama internet

Più della metà delle famiglie del Friuli Venezia Giulia è stata costretta a modificare i suoi stili di consumo a causa della crisi. Una crisi, quella causata dal Covid, che ha colpito un numero di persone più ampio rispetto alla grande recessione del 2008-2009. Ridurre gli sprechi e rinunciare all’acquisto di alcuni beni e servizi sono state le risposte più diffuse e immediate, ma le famiglie si sono difese anche modificando i propri stili di consumo attraverso una maggiore ricerca di promozioni, modificando i punti di acquisto e attraverso un maggiore ricorso all’e-commerce. È quanto emerge dal Libro Bianco 2021, la ricerca promossa da Federconsumatori e Adiconsum sulla rete distributiva e sui comportamenti dei consumatori in Friuli Venezia Giulia, finanziata dalla Regione Fvg con fondi del ministero dello Sviluppo economico, curata da Alessio Fornasin e Gian Pietro Zaccomer, dell’università di Udine, e con il supporto dell’università di Trieste e della Swg.

IN DIFESA. Tra il campione di oltre 600 famiglie che sono state intervistate, il 14,2% ha dovuto modificare in modo consistente i suoi consumi e il 39,6% in modo più lieve, per una percentuale complessiva di famiglie colpite pari al 53,8%. Quanto alla tutela dei consumatori, prezioso soprattutto in una fase di difficoltà come quella che stiamo attraversando, per il 55% degli intervistati le associazioni dei consumatori risolvono o aiutano a risolvere i problemi, e l’83% di coloro che si sono già rivolte ai loro sportelli hanno risolto completamente (44%) o parzialmente il loro problema. Ma la loro azione non basta a tutelare le famiglie. Solo una su due, infatti, si sente adeguatamente protetta.

BOOM E-COMMERCE. La ricerca evidenzia anche un generalmente positivo sulla qualità e sull’accessibilità della rete distributiva, anche la progressiva scomparsa dei negozi di vicinato, sempre più rari, accentua i problemi delle aree periferiche. Nella sfida tra grande distribuzione e negozi medio-piccoli emerge in modo sempre più chiaro un terzo player, che continua a erodere quote di mercato al commercio tradizionale. Si tratta dell’e-commerce. Quasi tre famiglie su quattro (il 72%), infatti, hanno fatto acquisti in rete a novembre e dicembre 2020 e mostrano buoni livelli di soddisfazione sia sulla qualità che sui tempi di consegna.

I PROGETTI. Proprio all’e-commerce è dedicato una delle campagne di informazione ai consumatori affidati alle associazioni di tutela. L’opuscolo che trovate allegato a questo giornale è stato realizzato proprio nell’ambito di tali progetti, così come quello sull’economia circolare e al depliant sullo SPID, la novità che più di ogni altra ha contribuito alla transizione digitale anche nei rapporti con la pubblica amministrazione. Tra le altre guide realizzate quest’anno ricordiamo quella sulla mobilità elettrica, disponibile sul sito www.federconsumatori-fvg.it, e lo sportello psicologico avviato la scorsa primavera (sostegno.fvg@gmail.com, telefono 340.9276686, attivo il lunedì dalle 10 alle 14, il giovedì dalle 9 alle 13 e il venerdì dalle 14.30 alle 17.30). Per le informazioni sulle lezioni digitali dedicate allo Spid, all’e-commerce, sull’economia circolare e agli altri progetti visitare il sito www.consumatorifvg.it. Per accedere direttamente alla pagina basta inquadrare con il proprio smartphone il Qr code che vedete pubblicato qui sotto.